“Ho una formazione tecnica, sono un Ingegnere Informatico di professione commerciale in ambito di impiantistica industriale.
Ho sempre avuto una grande passione per l’arte figurativa in ogni sua forma, forse per “sfuggire ai quotidiani seni e coseni”. Da una decina d’anni produco opere su tavola, tela ad olio o tecniche miste con le quali riempio il mio appartamento. Ho anche iniziato a produrre della “computer art” che poi stampo su carta fotografica. Sono totalmente autodidatta, non avrei il tempo di seguire corsi o altro, alle mostre però se ho occasione chiedo all’artista il famoso “come fa”. Mi piace sperimentare, sabbia nel colore, acrilico diluito con olio di lino, olio con acqua, vernice con acetone, limature di metalli...”

 Giulio Antonini

 
Personaggio complesso, che univa, nella sua personalità, caratteristiche normalmente contrastanti e forse proprio per questo risultava stravagante e affascinante allo stesso tempo: un produttore industriale di gag e situazioni comiche, ma di grande cultura con cui era un piacere affrontare anche i discorsi più impegnativi, mentalità schematica da ingegnere ma romanticismo da poeta, solitario ma trascinatore in compagnia, capace di “fantasiose” uscite scurrili, ed allo stesso tempo elegante nelle maniere come un lord inglese, “cittadino del mondo” ma indissolubilmente legato ad una manciata di persone del proprio paese, Don Giovanni ma in grado di amare con tutto se stesso una sola donna...di certo, prima un ragazzo poi un uomo mai scontato, mai indolente.
Se dovessi riassumerlo con una parola direi intenso: intenso era il modo in cui coltivava le proprie passioni a tal punto che le stesse si mescolavano con la sua vita fino a condizionarla, intensa era la sua voglia di cultura, intense furono le sue esperienze, che spesso lo allontanavano dal comune senso del “normale”, spinto dalla sua voglia di mordere la vita, intenso era il modo in cui coltivava i suoi legami, nonostante il tempo trascorso in giro per il mondo ed intenso non può che essere il ricordo che conserveremo di lui… Giulio Antonini talento poliedrico: cantautore, scrittore, pittore…ma soprattutto indimenticabile amico.
                              
                                          I QUADRI DI GIULIO
Morire a 33 anni vuol dire aver percorso un tragitto di vita incompiuto, ma avendo raggiunto una forma compiuta di se’ che esprime una visione, un ordine del mondo riconosciuto e riconoscibile. Cosi’ Giulio Antonini, ingegnere piu’ fantastico che informatico, che ha lasciato una indelebile traccia di se’ e del suo mondo interiore in quanti gli sono stati vicini e gli sono sopravvissuti. Giovane uomo fascinoso e contradditorio, dotato di rigore e di entusiasmo, seduttore di anime, irruento e sensibile, appassionato e riflessivo, Giulio ha trasmesso vitalita’ come ogni talento autentico e originale; si è dato per necessita’ di esprimersi, di essere vivo comunque, anche oltre la morte, mai pensata, mai temuta. Vivo, ecco, Giulio e’ vivo. Le sue opere sono frutto di una instancabile sperimentazione. Le vedo in perfide e tenui stampe in bianco e nero, che mi sono arrivate durante il mio viaggio al termine della notte, come il suo, che non ha avuto altre albe; ma soprattutto le “sento” attraverso la commozione, la tenacia, lo slancio verso di me, riconosciuto come affine, della sorella di Giulio, Marta. In lei vive non il ricordo, ma il “metodo”, la “visione”, appunto, di Giulio, che la fa essere e la fa vivere della sua forma. Cosi’ l’opera interrotta e frammentaria di Giulio continua a riprodursi, coinvolge e contagia anche me che non lo ho conosciuto e che non ne ho visto le opere, ma ne intuisco la sperimentale autenticita’, la forza di una esperienza non vana e non occasionale. Una ricerca fertile oltre la vita, che, sia pure attraverso gli interpreti che la tramandano, e’ il senso stesso dell’arte. Anche quando sia stata arte di vivere.
Vittorio Sgarbi